Percepiti come luoghi oscuri e inaccessibili o quali affastellati depositi di carte vecchie e polverose, spesso gli archivi sono ammantati da un’aura di mistero e di segretezza, capace di celarne il valore più profondo. Una società priva di memoria e di registrazioni è inimmaginabile, poiché ogni ruolo e ogni accordo poggia sulla memoria, e ogni comportamento sull’imitazione: ecco perché gli archivi e i documenti sono centrali nella vita della società e dei singoli, rappresentando di fatto un riferimento imprescindibili nel campo della ricerca. 

Per l’abbazia di Novalesa il corpus di documenti legato al cenobio e alla sua comunità ci permette di rileggerne la storia – seppur con qualche lacuna – dalla fondazione sino ai nostri giorni, secondo un itinerario che dall’Archivio di Stato di Torino passa all’Archivio Storico Vescovile Diocesano di Susa, per approdare ai fondi documentari conservati presso la stessa abbazia di Novalesa.  

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