DEPOSIZIONE DALLA CROCE


Pittore caravaggesco

1600-1650 ca.

olio su tela

Dimensioni

Restauri:

UbicazioneChiesa parrocchiale di S. Stefano Martire di Novalesa.

ProvenienzaAbbazia dei Ss. Pietro e Andrea di Novalesa.

BibliografiaDi Macco 1988, p. 452; Ruffino 2000, p. 79; De Blasi 2005, p. 79.

Nessuna traccia documentaria, tra quelle attualmente note, consente di scoprire l’ubicazione originaria del dipinto prima del suo trasferimento presso i depositi del Louvre e i successivi passaggi all’Ospizio del Moncenisio (1813-1821), all’abbazia di Novalesa (1821-1856) e all’attuale collocazione all’interno della parrocchiale di Santo Stefano (dal 1856). Già ritenuta copia della Deposizione del Caravaggio (oggi presso la Pinacoteca Vaticana) commissionata nel 1602-1604 da Girolamo Vittrice per la propria cappella in S. Maria in Vallicella, si tratta invece di una replica del dipinto eseguito nel 1617 per la cappella della Pietà di S. Pietro in Montorio dall’olandese Dirck van Baburen, che trascorse a Roma il secondo decennio del Seicento.

Sotto l’aspetto della composizione, l’opera deve molto al più alto modello caravaggesco, da cui trae l’idea di porre in primo piano il corpo livido del Cristo, mentre viene avvolto nel sudario, con i piedi rivolti verso l’osservatore e il braccio destro abbandonato, ad imitazione di certi modelli della statuaria antica. Il giovane San Giovanni e Nicodemo sostengono il Salvatore, mentre alle loro spalle la Vergine e le pie donne accompagnano la scena con il loro pianto disperato, sottolineato dalla mano alzata al cielo di una delle tre. Nell’angolo in basso a sinistra, infine, si scorgono gli strumenti della passione del Cristo radunati in una cesta rovesciata a terra, quale silente riferimento agli eventi che hanno determinato la morte del Salvatore.   

s